sabato 17 ottobre 2015

MUOIO E LASCIO FACEBOOK IN EREDITÀ » SELVAGGIA LUCARELLI

Mark Zuckerberg ha già
capito chi saranno, su
Facebook, gli utenti più numerosi
in un futuro neanche
troppo lontano. No, non saranno
quelli che continueranno
a commentare “E i
marò?”anche se si discute di
surriscaldamento del pianeta.
Non saranno neanche
quelli che tu scrivi “Bella
giornata oggi!” e ti
rispondono “O s p itali
a casa tua!”. Saranno
i morti. Non
scherzo. Conti alla
mano, tra qualche
decennio, su Facebook,
i morti saranno
più numerosi dei vivi. E se al
mome n t o Ma r k s i e r a
preoccupato solo di creare
un modulo in cui segnalare
l’eventuale dipartita di un
utente, ora Facebook
ha creato un
modulo da compilare
in vita. Una
sorta di testamento
virtuale in cui
tutti noi possiamo
decidere due cose fondamentali:
chi erediterà la
nostra pagina e cosa potrà
scrivere in un unico post tipo
epitaffio L’SEGUE DALLA PRIMA
» SELVAGGIA LUCARELLI
erede potrà poi di sua iniziativa
stabilire a chi dare l’ami -
cizia al posto nostro e scegliere
la nostra immagine profilo.
Ora. Non so voi ma io sono
molto preoccupata. Giuro
che ho trovato più semplice
decidere l’eventuale futuro
di reni e cornee dopo la mia
dipartita che il futuro della
mia pagina Facebook.
L’idea che qualcuno, col
mio account, possa dare l’amicizia
a Salvini senza consultarmi
o a qualche mio ex a
cui avevo detto “a te manco
mo rt a! ”, mi terrorizza. Per
non parlare poi dell’idea di
affidare a un altro la scelta
della mia foto profilo.
Per dire. Se deleghi un marito
o un fidanzato stai certo
che sceglierà la foto in cui
stai più di merda, perché mariti
e fidanzati hanno il commovente
talento di notare, in
foto, un poro dilatato su una
chiappa di Belen ma di esclamare
“che bella questa!” osservando
un tuo primo piano
in cui sorridi con una foglia
di banano tra i denti. E poi
questa frustrazione di dover
decidere l’epitaffio virtuale
con la consapevolezza che
sarà l’unico post in cui non
saprai mai quanti like prendi,
nonché quella di non poter
rispondere con un dito
medio a tutti quelli che in vita
ti chiamavano “cazzone avar
ia to ” e che ora, da morto,
scrivono “Ci mancherai tanto.
Rip!”.
Che poi questa roba dell’erede
diventerà un inferno.
Zuckerberg non ha considerato
una cosa. Cosa succede
quando muore il nostro erede?
Dovrà decidere prima a
chi lasciare la sua bacheca e
pure la nostra? A parte che
già ci accolliamo i problemi
dei vivi, ci manca solo di accollarci
quelli dei morti, ma poi immaginate la bacheca di
unmorto che passa dimano
in mano, di generazione in
generazione, roba che uno
alla fine si ritroverà a gestire
pagine Facebook di gente
che non sa chi minchia sia e
anche ad accettare nuove amicizie
per lui. Non capiremo
più niente. Finiremo tutti
per mandare nostre foto in
mutande a gente morta duecento
anni prima. Un inferno.
Zuckerberg, ripensaci.
CATERINA BALIVO
Lascerei la mia pagina a mia
sorella Sarah Balivo. Vorrei
che scrivesse per me: “Me ne
sono andata. Felici in molti.
Dispiaciuti in pochi, ma buoni”.
Chiedo di ricordarmi per
i miei look improbabili, le
mie gaffe colorite e per i miei
sorrisi al 99% veri. Perché
scusate ma a me la vita piaceva
davvero.
LUCA BIZZARRI
So perfettamente a chi la lascerei
in eredità: a Selvaggia
Lucarelli, Gianluca Neri e
Guia Soncini, anche se probabilmente
ce l’hanno già.
Per quel che riguarda l’epi -
taffio: “Sono morto, inutile
menarmelo”.
MARA CARFAGNA
La mia bacheca la lascerei in
eredità alla mia fidatissima
assistente Mary, che mi è accanto
da dieci anni. Il mio ultimo
post sarebbe una semplice
mia foto sorridente con
la mano aperta, in segno di saluto,
e un “Torno presto!”.
RITA DALLA CHIESA
Non lascerei la mia bacheca
Facebook a nessuno perché
quella pagina rappresenta la
mia vita, le mie idee e pure le
mie cavolate. Chiederei a mia
figlia di chiuderla. L’epitaf -
fio? “Al mio, ho sempre preferito
il respiro del mare”.
FEDEZ
Lascerei la mia pagina Facebook
a Maurizio Gasparri,
così sono certo che si sentirebbe
la mia mancanza. Per
l’epitaffio: “Sono morto,
Zuckerberg introduci il tasto
mi dispiace!”.
GENE GNOCCHI
Io lascerò la mia bacheca Facebook
a Mark Zuckerberg,
così se la vende come usato
sicuro. Riguardo l’epitaf fio,
sono indeciso tra due ipotesi.
O“non vendeva realtà ma solidi
sogni”o“vorrei rinascere
borsello”. Ci penso ancora un
po’.
F I O R E L LO
La mia pagina personale la
lascerei in eredità all’unico
uomo eterno: Gianni Morandi.
L’epitaffio: “Uno su mille
ce la fa”. Ma quello non ero
io.
BEPPE GRILLO
Lascerei la mia bacheca in eredità
a Giorgio Napolitano,
così erediterebbe anche gli
insulti. Come frase invece
vorrei la seguente: “Chi mi
paga la bara e la lapide? Fate
un crowdfunding!”.
FRANK MATANO
La lascerei a Gianni Morandi,
è l’unico che la saprebbe
gestire al meglio, lui sa che da
grandi poteri derivano grandi
responsabilità. Come epitaffio
voglio una mia foto in
bianco e nero con scritto sopra
“Un uomo che non ha mai
conosciuto Maradona di persona.
Foto di Anna”.
GIORGIA MELONI
Il mio erede sarebbe Paolo
Del Debbio, perché continuerebbe
a usarla per parlare
dei problemi degli italiani.
E su Facebook ce n’è bisogno
visto che chi ci governa
pubblica solo selfie alla
Paolini per celebrare vittorie
di altri, tipo Renzi. L’epitaffio:
“Sempre e ovunque
prima di tutto italiana. E ora,
sommessamente, vi saluto”.
ENRICO MENTANA
Non lo lascerei a nessuno in
eredità, Facebook è gratuito
per definizione. Come epitaffio
vorrei naturalmente
la manina col pollice all’i ngiù:
non mi piace.
GIANNI MORANDI
Naturalmente lascerei la
mia pagina ad Anna, anche
se bisogna vedere chi se ne
andrà prima!
A proposito: so che Fiorello
vuole lasciare a me il suo
Facebook perchè sono eterno,
ma dall’eterno ragazzo
all’eterno riposo è un attimo!
Come epitaffio direi che mi
basta questo: “Ho vissuto una
vita meravigliosa”. Dice
tutto.
ALDO NOVE
Lascerei in eredità la mia pagina
a Espedita Fisher, anima
libera, autrice e editrice
di libri bellissimi che cerca
la verità a 360 gradi e non
smette mai di stupirsi. La
frase che lascerei come epitaffio
è del mio mio maestro
Sri Nisargadatta Maharaji:
“Tutto ciò che è spirituale è,
ma non esiste. Tutto ciò che
materiale esiste, ma non è.”
Non fa niente se non si capisce.
Non tutto deve essere
capito.
NICOLA SAVINO
Io da morto farei tutto quello
che da buon doroteo non
ho il coraggio di fare in vita.
Per l’erede scelgo il basso
profilo: Andrea Diprè. Per la
frase sulla lapide virtuale cito
Califano: “Non escludo il
ritorno”.
© RIPR

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